corsi di formazione ad agrigento e provincia

maggio 10, 2012 Commenti disabilitati

la link building embra ancora importante e quindi vi aggiorno della proposta di DES sui corsi di formazione agrigento

EIB FEMIP Internship programme

novembre 21, 2011 Commenti disabilitati

If you are a recent graduate, have no more than two years work experience, are a national of a Mediterranean partner Country (Algeria, Egypt, Gaza/west Bank, Israel, Jordan, Lebanon, Morocco, Syria, Tunisia and Turkey) and are interested in contributing towards improving people’s lives by promoting economic and social progress in the Mediterranean, EIB offers an opportunity for professional development and global experience in an international environment.

Se sei un giovane laureato, hai meno di 2 anni di esperienza lavorativa, conosci bene l’inglese e/o il francese, sei cittadino di uno dei Paesi dell’area sud del Mediterraneo (Algeria, Egitto, Gaza/West Bank, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Siria, Tunisia e Turchia) e sei interessato ad un’esperienza di sviluppo professionale, la BEI ti offre l’opportunità di seguire attraverso il programma FEMIP Internship, uno stage presso una delle sedi della BEI.

fonte: http://www.uni-med.net/

sono ancora vivo

novembre 9, 2011 Commenti disabilitati

Per ora mi sto occupando di promuovere un sito di formazione a distanza per il settore turistico siciliano.

Categories: Informatica

Novità: nuova grafica per CicloturismoInSicilia.com e la nascita di RicettaSpagnola.it

aprile 1, 2011 Commenti disabilitati

Ho il piacere di presentarvi un suo nuovo progetto: Ricetta Spagnola.it il blog di cucina, lingua e cultura spagnola.
Questo blog nasce dalla curiosità di molti amici e conoscenti che al mio ritorno da un lungo periodo dalla Spagna mi hanno chiesto di preparare loro qualche piatto tipico.
Le ricette sono pescate dai migliori siti di cucina spagnoli e tradotti interamente da me, indicando in lingua spagnola i termini per riferirsi ad un determinato tipo di alimento che magari non ha un nome specifico in italiano.

Il sito è www.ricettaspagnola.it e ¡Buen provecho!

Inoltre l’avviato blog sul cicloturismo in Sicilia, visitato da migliaia di ciclisti ogni mese, Cicloturismo in Sicilia.com cambia di vestito presentando (almeno al momento) meno pubblicità adsense in homepage!

questo blog è chiuso

settembre 27, 2010 Commenti disabilitati

come da oggetto…

IL DEMONE DI SEARLE: Contro il dualismo

febbraio 12, 2010 Commenti disabilitati

Subito dopo queste considerazioni Searle discute un altro errore filosofico, quello forse più importante in quanto si presta come terreno fertile all’ipotesi forte dell’IA, il dualismo.1

L’idea che mente e cervello siano due cose differenti, quasi dicotomiche, per cui quando si parla di mente il cervello non c’entra nulla, dà forza a sostenitori dell’IA forte e alla loro tesi che la mente sia solamente un programma, un complessissimo programma istanziato su un supporto fisico, nel caso umano un cervello biologico, nel caso delle macchine un calcolatore digitale.

Searle non ammette nessuna difficoltà nel riconoscere che un cervello sia un calcolatore digitale a tutti gli effetti, solo esclude che

Qualunque cosa faccia il cervello per produrre intenzionalità, questa non può consistere nell’istanziare un programma, poiché nessun programma, di per sé, è sufficiente per l’intenzionalità.2

L’articolo di Searle suscitò grande entusiasmo tra gli studiosi di IA di tutte le discipline aprendo un dibattito piuttosto vivace a cui Searle non poté non partecipare in chiusura con una risposta a tutti gli interlocutori.

Alcuni dei partecipanti al dibattito avvalorarono la tesi di Searle, spiegando ulteriormente la sua critica o aggiungendo esempi che esplicassero il suo punto di vista.

Altri invece lo criticarono sostenendo ancora una volta il dualismo. Dennett, per esempio, afferma «Io capisco l’inglese, il mio cervello no».3

Searle ammette che finché per il calcolatore i dati saranno solo simboli formali, senza che si associ loro un contenuto semantico, il calcolatore stesso resterà, per usare le parole di Dennett «cieco rispetto al significato di ciò che è stato scritto»,4 mentre non può ammettere che il cervello non capisca l’inglese, anzi, è proprio il suo cervello secondo lui che fa quel lavoro (proprio come lo stomaco digerisce la pizza, per usare un suo esempio), definendolo consapevole.5

Searle, per altro, rifiuta l’idea di Bridgeman per cui «le sole proprietà del cervello sono le proprietà che esso ha a livello dei neuroni».6

Per concludere su questo tema, Searle è disposto ad usare, anche se mal volentieri, la terminologia classica definendosi un interazionista, e in qualche modo un monista.7

1ibidem

2Searle, p. 72

3Searle, p.192

4Searle, p. 95

5Searle, p. 192

6Searle, p. 207

7Searle, p. 209

IL DEMONE DI SEARLE: L’intenzionalità e il simbolo

febbraio 9, 2010 Commenti disabilitati

Searle conclude questo suo primo articolo riproponendo la domanda iniziale, «Può una macchina pensare?», e in un modo che lascia sorpresi i suoi avversari.

Secondo Searle è ovvio credere che le macchine possano pensare: l’uomo, infatti, è una macchina a tutti gli effetti. Inoltre Searle afferma che anche una macchina costruita dall’uomo può essere considerata pensante, solo ad una condizione però: che venga riprodotto il sistema nervoso, con neuroni, dendriti e tutto il resto.

Si potrebbe ricreare il sistema nervoso utilizzando principi chimici diversi dai nostri e avere ancora intenzionalità, credenze e il resto delle capacità cognitive.

Se si possono raddoppiare esattamente le cause, si potrebbero raddoppiare anche gli effetti.1

Anche un calcolatore digitale può, secondo Searle, pensare, ma non unicamente per il fatto che su esso sia installato il programma giusto.

Un programma manipola simboli formali, non li comprende. Il fatto che questi simboli siano formali è molto importante, li distingue dai normali simboli.

Un simbolo di per sé ha il compito di rappresentare qualcosa per chi lo usa; i simboli cinesi per Searle, e per chiunque non conosca il cinese, non hanno nessun contenuto rappresentazionale.

La relazione che connette la sintassi (il simbolo cinese) con la semantica (il suo significato) non è legato da un codice biunivoco, con una relazione causale.2

I calcolatori che basano le loro capacità cognitive sui programmi operano correttamente nel campo sintattico, sanno benissimo come posizionare il verbo all’interno della frase, come coniugarlo e come completare le frasi, ma non capiscono il contenuto delle loro operazioni, mancano di semantica.

L’unica intenzionalità esistente in una stanza dove opera un calcolatore è quella degli operatori che immettono i dati di input e leggono quelli restituiti dalla macchina come output.

Per il calcolatore il rapporto tra input e output è puramente formale-meccanico ed è il programma stesso.

Tale intenzionalità, quale sembra abbiano i computer, è solamente nelle menti di quelli che la programmano e di quelli che li usano, di quelli che immettono gli input e di quelli che interpretano l’output.3

Searle crede che molti degli errori in questo campo dipendano dal fatto che si è pensato che simulare significhi duplicare, sia rispetto alle capacità intellettive che a quelle emotive.

Per eliminare questa confusione gli esperti di IA dovrebbero evitare ogni forma di comportamentismo e operazionismo, invalidando il test di Turing che per Searle è tipico di questa tradizione.4

1Searle, p. 65

2Cimatti Felice, Mente, segno e vita: elementi di filosofia per le Scienze della comunicazione, Carrocci editore, p. 17

3Searle, p. 66

4Searle, p. 70

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