Archivio

Archive for Aprile 2008

Respiri

Aprile 30, 2008 norton 3 commenti

Una voce rassicurante dice:

Mettetevi comodi.

(La luce diventava soffusa e nell’aria il suono del mare)

Chiudete gli occhi.

(Ogni frase da adesso in poi voi sarà intervallata da qualche secondo di silenzio)

Ascoltate il vostro respiro, respirate normalmente e ascoltatevi.
Concentratevi su di esso.
Non pensate a nulla, pensate solo a quello che sta succedendo ora.
Respirate.
Concentratevi adesso sul vostro corpo. Sentite i vostri capelli, la vostra testa.
Sentite la bocca, i denti, la lingua…se sono tesi, lasciate allentare…
Ora sentite il collo, sentite il peso della testa sul collo.
Adesso le spalle.
Poi le braccia.
Le mani.
Adesso ascoltate ancora il vostro petto, il cuore, i polmoni.
Sentite la vostra pelle.
Concentratevi sullo stomaco, cercate di far arrivare fin lì il vostro respiro.
Sentite le vostre gambe.
I vostri piedi.
Lasciate che ogni pensiero vi scivoli addosso senza tangervi.
Immaginatevi fluidi, per esempio come un fiume dove tutto scorre, senza fermarsi.
Se i cattivi pensieri persistono concentratevi su di essi finché perdano senso.
Respirate e ascoltate ancora il vostro respiro.

Qualche minuto di silenzio e poi le luci si riaccendono e il cd finisce e ci si sente tutti più leggeri e pronti a ridere di me che mi ero così rilassato che sembrava che dormissi.

Respirare è molto importante, lo facciamo in modo incondizionato e non gli diamo la giusta importanza, fin quando non ci capita di smettere, fin quando un emozione forte non lo sospende.
Emozioni e respiro sono quindi molto legate.
Ascoltare il proprio respiro per ascolatare le proprie emozioni. Regolare il proprio respiro per reogolare le proprie emozioni.
Sembra una cosa stupida, di quelle che ti impaccano nelle palestre di yoga, ma funziona.
Provate ad ascoltare il vostro respiro, probabilmente vi sembrerà strano. Provate a sentire il percorso dell’aria in ispirazione ed espirazione. Cercate di capire quali sono i muscoli coinvolti.
Ancora, provate a sentire l’aria fresca ispirata nello stomaco.

Un consiglio? mettetevi in posizione fetale e inarcate la schiena cominciando dal bacino fino alle spalle e nel frattempo espirate, dopodiché drizzate la schiena, mantenendola parallela al terreno, inspirando. Fate così per un po’ e ascoltate il vostro respiro come si muove. Ripetere la stessa cosa in un’altra semplice posione, a gattoni, e poi ancora in piedi.
Messi in piedi (gambe non troppo divaricate, i piedi devono prendere più o meno la stessa larghezza delle spalle) lasciamo che il nostro tronco si avvicini più possibile alle ginocchia e le braccia penzolino fino al pavimento. Adesso bisogna ergersi cominciando a sollevare prima le ossa più basse della colonna vertebrale, fino a quelle più alte.
Dopo un po’ non è difficile sentire l’aria arrivare allo stomaco e sentirsi già più rilassati, si aver scaricato espirando anche un po’ di adrenalina.

Imparare con Youtube

Aprile 23, 2008 norton 3 commenti

Tutti, oramai, conosciamo Youtube, chi per vedere video musicali, chi trailer o spezzoni di film, chi ancora per divertirsi con divertenti video amatoriali.

Io ho scoperto un’altra funzione di youtube, quella che preferisco, quella dei video-tutorial, ovvero dei video con tanto di spiegazione audio (il più delle volte) di come funziona un determinato programma.

Ecco per esempio come usare Inkscape, il mio programma di grafica vettoriale preferito

oppure un programma di fotoritocco come The GIMP

e non solo roba informatica, ma anche cose più pratiche, come gli Origami

o come usare uno smagliacatena per la bici

Il mio account Youtube.

La tua vita digitale, ovunque

Aprile 13, 2008 norton 4 commenti

Se penso all’espressione “vita digitale”, penso a quella che di Second Life, o meglio ancora la mia esperienza su chat IRC o sul forum di lettere, vite che poi tanto seconde non sono, almeno per me che sono sempre stato su internet proprio come nella vita reale (naturalmente forse un po’ più spigliato, libero dallo sguardo dell’altro).
C’è chi su internet costruisce realmente una seconda vita, dando libero sfogo ad u altro aspetto della loro personalità (non credo che le due personalità siano distinte, credo che la seconda sia solo il dispiegamento di una parte repressa dell’altra).
C’è ancora chi su internet impara a costruire la sua “prima” vita reale, provando varie identità, fino a trovare quella che viene accettata di più dalla comunità tra quelle che lo fanno sentire a suo agio (ma anche no, a volte anche tramite il supporto digitale si crea una falsa immagine di sé per farsi piacere e così si bara al gioco e non è più valido), ed è quello che gli psicologi chiamano moratorium, riferendosi alla sperimentazione dei vari sé nel periodo adolenziale.

Your digital life, anywhere è il motto di una suite di programmi installabili su penne USB, che permette di portare con sé le proprie applicazioni preferite.
Il progetto si chiama PortableApps, e dal suo sito si possono scaricare molti programmi che possono essere eseguiti su qualsiasi pc con Windows che abbia una porta USB, senza la necessità di installarli.
Naturalmente si tratta di Software Libero, perché può essere modificato senza che nessuno si arrabbi e faccia causa.
La trovo una soluzione molto comoda, molto più comoda dei cd Live di Linux (porto sempre con me un mini-cd con slax dentro), perché permette di utilizzare un pc perfettamente configurato e le proprie applicazioni preferite, ad esempio, io ho installato sulle mie penne Gimp, VLC e Sumatra (un lettore di PDF), inattesa che ci sia anche aMSN si può usare Pidgin (per alcuni versi molto meglio dato che è multiprotocollo) e cosa che aspetto è Inkscape.

Ma la necessità di utilizzare i propri programmi preferiti, è solo un’esigenza tecnica? o l’uso di determinati programmi fa sì che questi siano estensione della nostra mente e quindi senza non riusciremmo a lavorare? io penso tanto la seconda. L’uso di determinati strumenti plasma la nostra mente in modo così considerevole, che un programma simile (o lo stesso programma aggiornato graficamente) non sia coinciliabile con il nostro modo di pensare.