Archivio

Archive for Giugno 2008

L’Operaio Della Fiat (La 1100)

Giugno 20, 2008 norton Lascia un commento

Hai finito il tuo lavoro
hai tolto trucioli dalla scocca
è il tuo lavoro di catena
che curva a poco a poco la tua schiena
neanche un minuto per ogni auto
la catena è assai veloce
e il lavoro ti ha condotto
a odiare la 128
Ma alla fine settimana
il riposo ci fa bene
noi andremo senza pensieri

dagli amici a Moncalieri
. . . la millecento,la millecento . . .
Hai lasciato la catena
un bicchiere di vino buono
ti ridà tutto il calore
trovi la tua donna e fai l’amore
sei già pronto per partire
spegni tutte le luci di casa
metti il tuo abito migliore e pulito
lasci al gatto la carne per tre giorni

e insieme a una Torino abbandonata
trovi la tua macchina bruciata
. . . la millecento,la millecento,la millecento . . .

Rino Gaetano

E’ necessario

Giugno 12, 2008 norton 1 commento

Io so che non è facile
riuscire a proiettarsi nel futuro
immaginando come sarà
la vita andando avanti;
le scelte che farò
saranno sempre più importanti
dei dubbi che ho
che oggi sono ancora tanti.

E’ necessario che io sia coerente con me stesso
per dare il peso giusto e un senso a tutto il resto
ed è importante che non faccia cose in cui non credo
per non confondermi e dover tornare indietro…
e’ necessario, è necessario…

Oggi è un nuovo giorno
e se vorrò potrò passarlo meglio,
guardando verso il sole
cercando il tuo sorriso al mio risveglio;
non so cosa farò
non mi farò troppe domande,
so solo che vivrò
e questo forse è più importante…

Tiromancino

noi, voi, essi e la sintesi hegeliana

Giugno 8, 2008 norton 1 commento

Noi, voi, essi, sono in analisi grammaticale pronomi personali plurali e rispettivamente abbiamo la prima, la seconda e la terza persona plurale.Cosa vuol dire che sono plurali? Prendiamo per esempio “noi”.
Noi è il pronome personale di prima persona plurale, ma in analisi logica lo chiameremmo semplicemente soggetto (a volte anche complemento oggetto, ma non importa). Per capire analizziamo la seguente frase:

“Noi andiamo al cinema”

Il soggetto è uno e plurale allo stesso tempo, “noi” (a parte l’uso maiestaico) si riferisce a più soggetti, più individui, che insieme fanno qualcosa.
Fino a qui, semplice, lo sappiamo tutti sin dalle elementari, ma cosa c’entra Hegel?

La sintesi hegeliana spesso viene vista come punto intermedio tra la tesi e l’antitesi, ma se fosse così Hegel sarebbe un filosofo da quattro soldi e sta storia della sintesi sarebbe solo un modo più intellettualoide di dire “accordo” o “via di mezzo”.
La sintesi hegeliana non è nulla di tutto questo: tra “bianco” (tesi) e “non bianco” (antitesi) la sintesi non è “grigio”! Infatti il grigio è “non bianco”!
La sintesi hegeliana è il superamento delle parti che si uniscono in un tutto che le trascende, proprio come nel pronome personale plurale: “noi” è un solo soggetto che unisce e supera/trascende le individualità che lo compongono; né “io” né “tu” quando siamo insieme ma “noi”.

edit post msn:

Tra il “bianco” e il “non bianco” la sintesi è una terza figura del tutto nuova che unisce e supera i  due termini. Come in nonviolenza Hegel trova sempre una terza soluzione tra quelle due proposte dove le nessuna delle parti viene messa in minoranza.

Nella sintesi hegeliana il tutto trascende le parti, ma in una sua evoluzione contemporanea (ringraziamo Derrida per questa evoluzione) le singole individualità vengono viste come costituenti che conservano la propria individualità nonostante facciano parte di un tutto che li trascende.
Come in un bel quadro la cui bellezza sta nell’insieme ma è data dalle parti(colarità) che lo costituiscono; come in una bella poesia che suona bene nel suo insieme ma è l’accuratezza di ogni singola parola che la rende spettacolare.
Per quanto riguarda il concetto di “noi” la cosa si fa un po’ più complessa perché esce dal campo della logica-grammatica e si rientra nell’etica/morale: insieme “io” e “te” formiamo un “noi”, ma questi non si dissolvono (neanche nella sintesi hegeliana originale) nella terza figura e mantengono le proprie caratteristiche individuali (anche se non quelle originali, perché il far parte di un “noi” implica delle piccole modificazioni individuali).

Esplicito che quando mi riferisco ad un “io” e un “tu” oppure ad un “noi” mi riferisco ai concetti puri e non a persone particolari.