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Archivio per la categoria ‘Informatica’

CALCOLARE IL PENSIERO: Boole

Ottobre 21, 2009 norton 1 commento

Martin Davis in Il calcolatore universale3 ci propone come evoluzione del pensiero leibniziano l’algebra booleana, capace di formalizzare i ragionamenti più impliciti e informali.

La maggior parte dei nostri ragionamenti non sono di tipo sillogistico, ma si avvalgono di quelle che Boole chiama «proposizioni secondarie, cioè proposizioni esprimenti relazioni fra altre proposizioni»,4 come nella seguente conversazione, in cui Joe e Susan ragionano su dove possa essere il libretto degli assegni di Joe:

SUSAN L’hai lasciato al supermercato quando sei andato a fare la spesa?
JOE No, ho telefonato e non l’ hanno trovato. Se l’avessi lasciato lì l’avrebbero trovato di sicuro.
SUSAN Aspetta un momento! Ieri sera hai staccato un assegno al ristorante, e poi ti ho visto rimettere il libretto nella tasca della giacca. Se dopo non l’hai più usato dev’essere ancora lì.
JOE Hai ragione, non l’ho più usato. E’ nella tasca della giacca.5
Joe controlla nella tasca della giacca e trova effettivamente il blocchetto degli assegni lì.
Questo ragionamento può essere facilmente formalizzato etichettando le varie proposizioni con altrettante lettere dell’alfabeto, come nell’esempio proposto:
L= Joe ha lasciato il libretto degli assegni al supermercato
T= Il libretto degli assegni non è stato trovato al supermercato
S= Joe ha staccato un assegno ieri sera al ristorante
G= Ieri sera, dopo aver staccato l’assegno, Joe si è messo il libretto nella tasca della giacca
N= Joe non ha più usato il libretto degli assegni da ieri sera
A= Il libretto degli assegni di Joe è ancora nella tasca della sua giacca6

e quindi possiamo scrivere questo ragionamento in modo da rendere evidente il suo carattere inferenziale:

PREMESSE
Se L, allora T
Non T
S&G
Se S&G&N, allora A
N
CONCLUSIONI
Non L
A7

Potremmo continuare a seguire il lavoro di Boole nella formalizzazione che diviene estremamente astratta di questo ragionamento, ma quanto visto basta per capire il suo lavoro. Grazie a questo modo di scrivere il ragionamento non sillogistico della conversazione, salta immediatamente all’occhio il suo carattere inferenziale.

3 Martin Davis, Il calcolatore universale. Da Leibniz a Turing, Adelphi, Milano, 2003 ↑ riprendi la lettura
4 Martin Davis, Il calcolatore universale. Da Leinbiz a Turing, pag 55 ↑ riprendi la lettura
5 Ibidem pag 56 ↑ riprendi la lettura
6 Ibidem pag 56 ↑ riprendi la lettura

Magic Italy: come non progettare un brand

Giugno 26, 2009 norton 3 commenti
Logo Magic Italy

Logo Magic Italy

Sul sito del Ministero per i Beni e le Attività culturali si legge:

Al via il marchio “Magic Italy” per il rilancio del turismo in Italia. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi intervenendo all’assemblea della Confartigianato. «Il made in Italy può essere rafforzato con la garanzia che tutto il prodotto è realizzato in Italia al 100%, noi oggi stiamo lavorando e ho approvato proprio questa notte il marchio che è stato definito il “Magic Italy”, per lanciare l’Italia e e attirare qui i turisti da ogni parte del mondo», ha detto Berlusconi.

Il nuovo logo – una scritta bianca e tricolore su fondo scuro – riprende l’obiettivo di Italia.it, progetto battezzato dal governo Prodi nel 2007, quando a capo del ministero dei Beni e delle Attività Culturali, al quale faceva capo il portale, c’era Francesco Rutelli.

Su molti siti già si leggono critiche, molti dicono che ricorda solo spot di tv spazzatura, io invece su Palermo Bloggalo! faccio un’analisi sul perché questo logo è progettato male e lo paragono ad alcuni loghi del turismo spagnolo:

Il brand, logo compreso, non piace al “popolo della rete” (come ci definisco i giornalisti più creativi) e senza entrare in merito alle questioni politiche che hanno a che fare con il turismo (materia di competenza delle regioni e non dello stato, per questo la ministra non ha il portafoglio) vederemo di capire alcune cose che non vanno e un piccolo paragone con una delle nazioni che più è cresciuta grazie al turismo: la Spagna.

Continua…

WordPress funzionante su usb!

Giugno 21, 2009 norton Lascia un commento

Ogni webmaster/webdesigner ha la necessità di sviluppare, per comodità, il sito in locale per poi caricarlo su proprio hosting e mostralo al cliente.
Inoltre ci può capitare di dover lavorare su diversi pc in cui dovremmo di conseguenza installare il webserver in locale.
Oggi si può semplificare il tutto grazie alle comode chiavette usb!

I web server da installare sulle pendrive addirittura su cd (in quest’ultimo caso non avremmo la comodità di modificare i file, tanto meno usare l’applicazione web per mostrarla al cliente) sono oramai diversi, io spiegherò quale ho usato io e come ho proceduto.

Per prima cosa dovrete procurarvi il materiale necessario:

  • penna usb ( anche da 125 MB per starci comodi )
  • usb webserver (il webserver che ho utilizzato io, include apache, mysql, smtp e phpmyadmin)
  • wordpress (ovviamente l’ultima versione e in italiano :P )

Non spaventiamoci della pagina del webserver, è scritta in olandese, ma è facile capire come fare il “Download”. Una volta scaricato il pacchetto compresso lo decomprimiamo nella nostra penna usb ed è già installato.

Il prossimo passo quindi è attivarlo: basta andare nella cartella in cui avete installato il webserver e lanciare usb webserver.exe riconoscibile tra l’altro anche dall’icona.
Comparirà nella traybar l’icona di stato
traybar
Subito il firewall di windows ci avvisa che delle applicazioni vogliono aprire delle porte e noi glielo permetteremo.
Adesso il webserver è attivo sul nostro pc e possiamo collegarci all’indirizzo http://localhost:8080 dove potremo legge le funzioni installate di default per PHP (cliccando su PHP info appunto).

Nel file di testo contenuto nella cartella princila del programma troviamo un file “Readme-Leesmij.txt” in olandese che grazie al traduttore di google traduciamo in men che non si dica: la passoword del server mysql è usbw e l’utente root. Questa ci servirà per creare il database per wordpress.

Immagino che molti sapppiano già come si installa WordPress, ma per non peccare di avarizia lo ricapitolo rapidamente.

  1. scaricare l’ultima versione nella lingua preferita
  2. scompattare l’archivio della cartella principale del server web (nel nostro caso la cartella Root)
  3. creare il database con phpmyadmin
  4. puntare il proprio browser sulla cartella di wordpress e seguire le istruzioni

E il gioco è fatto!