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The golden door – Nuovomondo

ottobre 21, 2006

locandina the golden door - nuovomondo presa da cineplus

Non sono un appassionato di cinema, non troverete molti post col tag cinema su questo blog, ma questo film è veramente bello e voglio scriverne due righe.

I film presentati al festival di Venezia, vuoi o non vuoi prima o poi li devi conoscere, almeno per sentito parlare. Ho visto un trailer di questo film in tv appunto durante la manifestazione veneziana, e vedendo che era un fil in siciliano, un film di storia e soprattutto di un argomento che avevo studiato mi promisi di andarlo a vedere.
Ci sono due generi di film, quelli che vanno visti al cinema e quelli che puoi scaricare. Io vado al cinema quando penso che un fil tratti di cose interessanti perché è giusto contribuire economicamente alla creazioni di tali opere.
Il cinema è per me un luogo di cultura, non di svago.

Ammazza ancora non scritto nulla su questo film, sto diventando uno di quei blogger logorroici che scrivono tanto e dicono poco…

The Golden Door è il titolo originale del film e ho iniziato, in base alle mie scarse conoscenze sul film, a trovare una traduzione del titolo alternativa, non ho trovato nulla di convincente, né io né Laura.
Degli uomini scalavano le montogna rocciose di Petralia a piedi scalzi e una pietra in bocca, dove si stessero recando o da cosa stessero scappando mi chiedevo con quella pietra in bocca? I piedi scalzi li capisco, ma la pietra? Dopo un paio di scene si capisce tutto, gli uomini si recavano alla croce di un santo secondo un rito pellegrinatorio per chiedere un consulto se valesse o meno la pena di partire verso l’America. Scappavano dalla miseria? forse non era necessario partire per sopravvivere, ma si sa l’uomo è ambizioso.
Il segno da loro chiesto al santo arriva, delle foto con soldi che crescono dagli alberi e una cipollona su una cariola. L’America è davvero una terra prosperosa, bisogna vendere tutto e andare.
In America bisogna arrivare da signori non da pezzenti, era necessario avere degli abiti degni di quella terra, bisogna vendere tutto.
Quando Salvatore Mancuso è ormai pronto per partire non gli resta che convincere la madre, lei gli disse che voleva morire nella terra in cui era nata, stessa risposta che ricevette mio nonno quando propose a sua padre di andare in Australia.
Partire però era la cosa che più Salvatore voleva, era la cosa secondo il santo più giusta da fare e riuscì a convincere la madre, così inizia finalmente il viaggio.
Con la famiglia Mancuso s’imbarca anche una donna dai capelli rossi, Lucy (meglio conosciuta come Luce), la cui vera storia rimane sconosciuta, si sa solo che è wasp e che non è interessata alla protezione di uomini facoltosi o già sistemati in America, lei cerca protezione presso Salvatore, uomo che dimostra di essere un gentiluomo legato alla famiglia.
Una delle scene più impressionanti è la scena della partenza, un emozione difficile da descrivere, specialmente se pensiamo che ogni giorno dall’Africa si parte in condizioni ancora peggiori.
La vita in nave non è delle migliori ma si riesce a sopravvivere, tutti riescono ad arrivare sulla terra della fortuna e lì però bisogna fare i conti con i severi criteri di selezione.

D: Lei è su una piccola nave, si trova in mezzo al mare e c’è una tempesta, deve scegliere se alleggerirsi buttando il sacco d’oro o quello di pane. Su cosa butta?
R: l’oru chi fazzu u jeccu? no? u pani mu manciu… un ghieccu nienti, giustu?

Chissà se era la risposta che s’aspettavano i selettori.
Inoltre venivano posti altri giochi d’intelligenza che oggi si usano con le scimmie, come incastrare i pezzi nelle forme più adeguate. L’anziana madre si rifiuta di essere giudicata da degli uomini, il giudizio è per lei soltanto divino. Non accetta le regole del nuovo mondo e per questo viene respinta, e lei ne è contenta.
In America non c’è spazio per chi non è sano, né per chi non è intelligente, la stupidità viene considerata genetica e non si deve diffondere nel nuovo continente.
Il cuore del figlio si spezza, ma deve obbedire alla volontà del santo.
Salvatore prende sotto protezione Luce, anche se questo matrimonio non è d’amore come dice lei stessa al giovane siciliano, e il fim finisce.
Sì finisce così con due sole righe, non c’è altro d’aggiungere, infatti ci sono rimasto un po’ male, mi ero quasi affezionato a Salvatore…almeno però chiude con una bella scena: tutti nuotano nel meraviglio fiume di latte che gli era stato promesso!

Mamma mia dammi cento lire

Mamma mia dammi cento lire
che in America voglio andar …!
Cento lire io te li dò,
ma in America no, no, no. (2v.)
I suoi fratelli alla finestra,
mamma mia lassela andar.
Vai, vai pure o figlia ingrata
che qualcosa succederà. (2v.)
Quando furono in mezzo al mare
il bastimento si sprofondò.
Pescatore che peschi i pesci
la mia figlia vai tu a pescar. (2v.)
Il mio sangue è rosso e fino,
i pesci del mare lo beveran.
La mia carne è bianca e pura
la balena la mangierà. (2v.)
Il consiglio della mia mamma
l’era tutta verità.
Mentre quello dei miei fratelli
l’è stà quello che m’ha ingannà. (2v.)

  1. fede
    ottobre 30, 2006 alle 2:56 pm

    Il film mi sembra molto interessante e soprattutto mi incuriosisce la trattazione cosi (da quanto ho capito) originale di un tema comune a molti altri film…a me piace molto il cinema , ma negli ultimi tempi mi ha un pò deluso, aspettavo un film come questo per tornare a sedermi di fronte al grande schermo, grazie del suggerimento..mi hai convinta.;)baci

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