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Ci vuole una metrica precaria…

novembre 5, 2006

Ci vuole una metrica precaria per una visione avvincente del futuro, ci avevano detto che lo slogan della manifestazione era questo, m a lo slogan non era proprio questo, avete presente il gioco del telefono senza fili dove ognuno dice la fase come la capisce meglio? la stessa cosa, qui potete capire un po’ di cosa scrivo.

Cominciamo con ordine: concentramento ore 16 alla stazione centrale, arrivo a casa che erano le 14.45 e mio padre scende da casa per questioni sue, Laura è a piedi e non mi può accompagnare, mi devo sbrigare.
Come al solito perdo tempo davanti al pc.
Scendo alle 16 meno qualcosa e scopro che ha Palermo ora si usa pure fare la pausa pranzo e così non ho tempo per comprare qualcosa da sgranocchiare sul treno e manco una busta di vino per passare il tempo e non sentire freddo.
Prendo il bus accompagnato da regolare biglietto e arrivo tarduccio alla stazione, ma sapevo che tanto il treno sarebbe partito alle 18.
Arrivo lì e con gran stupore trovo Laura con giuseppino e una sua amica, che non erano lì per salutarmi ma partivano anche loro. Laura allora sè rassenerata pensando che non sarei partito da solo, ma, c’è sempre un ma…io avevo comprato il biglietto cobas/ask191 e quindi non potevo stare insieme a tutti i miei amici che prendevano il treno delle 19.
Chiedo in giro e nessuno poteva darmi una mano a fare il cambio, tranne una persona che mi ha detto di non preoccuparmi e di salire alle 19.
Così ho fatto, non ero l’unico intruso a quanto pare e come al solito c’erano più persone dei posti a sedere.
Noi tre abbiamo preso subito posto e abbiamo anche avuto la foruna di avere altre persone nello scompartimento abbastanza serie.
Parte il treno e tutti cominciano darsi al fantastico mondo delle droghe e degli alcolici, tranne noi, un po’ per serietà un po’ per mancanza di materia prima😛
Nottata di divertimento tra canzoni, battute, scenette, persone “squagliate” etc..
e dopo il traghetto si passa a dormire, escono almeno 5 persone dal nostro scompartimento e rimaniamo in 7 a dormire in posizioni stranissime, finché un ragazzo che aveva preso posto con noi non decide di dormire sul portapacchi!
Sveglia alle 5, alle 5.30 colaziona col panino salame e prosciutto della sera prima, di nuovo sonnellino, alle 8 arriviamo a Roma!
Cappuccino e via, per le gelide vie della capitale, guidati dal nostro gps Giuseppino che ricordava bene le strade, beato lui, quella era la 4a volta che andavo a roma e chissà se ho imparato almeno una strada…
Gli altri vanno all’acrobax un csa con cui l’ex-carcere aveva contatti, quelli di gc non dove siano andati…
Io ho girato ancora una volta la città con gli stivali e lo zaino pesantuccio…
Arrivati al Colosseo vediamo un finto-centurione insultare dei ragazzi che sicuramente lo avevano provacato. Naturalemente le accuse ribatto sull’ideologia politica e comincia un atteggiamento che stava per portare alla rissa, che si chiude con i ragazzi che allontanavano gridando: Spartaco ce l’ha insegnato, anche il centurione può essere ammazzato!
Continuo impertubato a scattare e foto e continuiamo a girare la città. la città era invasa da spagnoli!, avete presente cosa vuol dire un invasione? cosa vuol dire troppi? ma che regalavano in spagna, biglietti per roma?
Dopo una lunga pausa a piazza di Spagna (tanto per sentirci in sintonia) a mangiare con del cibo comprato in un despar al centro decidiamo di raggiungere gli altri alla manifestazione, ma cambiare 10€ per il tram non è stato proprio facile!
Arriviamo a piazza repubblica e comincio a capire che eravamo davvero tanti, cerco i nostri e si parte.
Stavo col comitato per la casa, insieme alle famiglie che avevano occupato la cattedrale.
Ci sfruttano, ci sfrattano, ci danno polizia e questa la loro democrazia!
Lo sfratto è una rapina, mandiamo il padrone a vivere in cantina/latrina!
Ma quale centro-destra, ma quale centro sinistra, chi sfratta i proletari è sempre un fascista!
Cosa vogliamo? Vogliamo tutto, salario garantito e soprattutto il tetto!
Sicilia, Sicilia mia, c’è cu mancia e cu talia, avi a finiri sta camurria!
e altri slogan venivano urlati al megafono, da noi giovani precari che abbiamo accompagnato i senza casa a roma e loro stessi che presi dell’euforia hanno manifestato vivacemente.
Il corteo contava 150.000 persone.
A fine manifestazione il mio terzetto s’è andato a collocare alla stazione centrale a fare i filini cercando di capire quale fosse il nostro treno.
Io nel frattempo, per sì e per no una busta di vino l’ho comprata.
Alle 21 incotriamo gli altri compagni che ci confermano che il nostro treno è lo stesso dei giovani camionisti (altro nome dato ai giovani comunisti) e ancora una volta troviamo posto a sedere.
Che culo, molti ragazzi hanno dovuto dormire per terra!
Cmq noi ci siamo chiusi e addormentati subito e stamattina ci siamo svegliato verso Milazzo…beati noi!

una bella avventura, molto stancante ma bella, adesso vado a letto che domani ho lezione.

  1. fede
    novembre 7, 2006 alle 2:00 pm

    e bravo mikelozzo…. così ti sei fatto sentire anche a Roma! Davvero una bella avventura che mi ha affascinato particolarmente per il vivace colorito con cui l’hai descritta…besitos

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