223 giorni all’esecuzione

gennaio 23, 2007

Per una volta parliamo di carezze.
Questo gesto in estinzione.
Questo gesto rivoluzionario, incompreso perfino dal vocabolario.
Carezza: <<Tenera dimostrazione di amorevolezza o di benevolenza un po’ leziosa che si fa lisciando col palmo della mano. Esempio: far le carezze al gatto>>.
Al gatto? Rendetevi conto a chi stiamo delegando il senso più profondo della vita: a un intellettuale sventurato che inventa vocabolari con un siamese sul computer.
Cancelliamo l’abbecedario delle bestie da terza elementare e riscopriamo il significato di “carezza”.
Carezza: tocco della vita. Il Cristo ha resuscitato i morti con una carezza. C’è riuscita persino Moana Pozzi, buon’anima. In una vera carezza non c’è ne amorevolezza ne benevolenza cogliona. In una vera carezza c’è la cognizione del dolore, soprattutto la comprensione del dolore dell’altro. Un uomo che carezza un altro uomo sul viso deve superare due cose. La paura che gli si gridi: “A frocio” e la paura di ricevere un calcio nelle palle. E me la chiami “leziosa” la carezza? Un camionista vi taglia la strada, scende con un cacciavite in mano. Avete tre possibilità. Chiudervi in macchina gridando aiuto. Dargli un pugno in faccia prima che lui dica “A”. Oppure sferrargli una carezza, il più pazzo e rivoluzionario gesto che si possa fare in quel momento. Le reazioni possibili del camionista incazzato sono due. La prima, vi ammazza. (Ma la carezza, per essere tale, deve includere anche questo rischio, pari a quello di carezzare un lebbroso.) La seconda, che – scommetto – a voi bambini sorprenderebbe, è che all’omone gli cade il cacciavite dalla mano e gli vengono i lucciconi. A questo punto, però, vi consiglio di andarvene, a meno che non vogliate intraprendere una relazione omosessuale col camionista di cui sopra. Perché reggere il voltaggio di una vera carezza è difficile. Per esempio, i vangeli non ci raccontano tutta la verità sul sentimento provato da Lazzaro dopo essere stato resuscitato. Potete giurarci che odiò il Cristo con tutta la sua anima. È con una carezza che Maometto sposta la montagna e la morte si riconcilia con la vita. La carezza è un ponte tra due abissi di solitudine. Perché il cielo e la terra passeranno, ma certe carezze non passeranno mai.

Jack Folla

E’ un po’ così penso lo spirito degli abbracci gratis

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