Strano sogno

aprile 30, 2007

Solitamente faccio sogni che non devono essere interpretati dato il loro messaggio esplicito, se mi piace una tipa la sogno, se ho un esame in vista sogno gli argomenti da discutere.

Stavolta no, nella mia mente si è formato un cocktail di immagini che tra scene incongruenti hanno costruito un sogno la cui possibile interpretazione mi fa paura.

Sono stato arrestato, ma non ricordo il motivo. Tutto il sogno si svolge sotto una luce gialla e il mio volto non è quello che vedo ogni mattina allo specchio, ma uno dei tanti che assumo ogni giorno.

All’improvviso da questo carcere molto simile all’edificio Gregotti usciao tutti dalle nostre celle e tentiamo un’evasione di massa ma questa viene placata dal sistema d’ordine pacificamente.

Tornati in cella vengo richiamato dall’attenzione di una ragazza vestita a mo’ di “occhi di gatto” che mi chiede di aiutarla ad evadere saltando da un palazzo all’altro, l’unica cosa che devo fare io e conservare delle chiavi.

Mentre nella mia cella cerco di capire cosa stia succedendo un altro tentativo d’evasione di massa si prepara, ma stavolta viene fermata dai secondini a colpi di pistole.

Decido di tenere salva la pellaccia, torno nella mia cella e penso che ci rimarrò fino al tempo dovuto. In cella non avrò distrazioni e potrò laurearmi velocemente, potrò farmi le mie flessioni addominali e pettorali e potrò scrivere il mio diaro.

La cosa che mi sconforta di questo sogno è l’aria di rassegnazione che non mi appartiene ma c’è.

Forse questa idea del carcere nasce grazie alla trasmissione Apocalypse Now in cui Funari recita una parte di Jack, l’uomo della folla di Cugia spacciandola per propria, naturalmente sotto l’assenzo dello stesso Cugia, direttore del programma.

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