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Solo case su case catrame e cemento

ottobre 14, 2007

Devo scrivere un post sull’ambiente, lo devo fare perché me l’ero ripromesso aderendo al blog action day ma non sono molto ispirato, ma fortunatamente su internet le ispirazioni si trovano a gratis o sotto licenza Creative Commons😛

Per prima cosa analizzerei alcune parti del lemma Ambiente su Wikipedia:

In generale, l’ambiente o milieu di un oggetto od azione, consiste delle sostanze, circostanze, oggetti o condizioni dalle quali è circondato o in cui avviene. (Anche se i due termini sono di norma sinonimi, alcune scienze preferiscono usare il meno comune milieu, per evitare confusioni con il significato più diffuso di ambiente in ecologia, politica e sociologia.)

Entrambe le parole possono essere usate con significati particolari in diversi contesti:

  • In biologia, principalmente in ecologia, indica tutto ciò che può influire direttamente sul metabolismo o il comportamento di un organismo o specie vivente, compresi luce, aria, acqua, terreno, e altri esseri viventi.
  • […]
  • In letteratura, storia, e sociologia, è l’ambito culturale in cui uno vive o è stato educato, e le persone o istituzioni con cui interagisce; si veda ambiente sociale
  • […]
  • In architettura, ergonomia, e sicurezza del lavoro, è l’insieme di elementi di una stanza o edificio che influiscono sul benessere e l’efficienza dei suoi occupanti; comprese dimensioni e disposizione degli spazi abitabili e del mobilio, luce, ventilazione, temperatura, rumore, ecc.; si veda ambiente abitativo.

Ecco che per definizione la cura e il rispetto dell’ambiente è essenziale per la nostra sopravvivenza.
Io non sono un ambientalista nel senso duro e crudo del termine poltico e questa desineza (-ista, -ismo) non la rende molto piacevole alle mie critiche orecchie.
Il rispetto per l’ambiente è secondo innanzitutto una questione di educazione e rispetto, di coscienza e il mio modo di rispettarlo sta nelle piccole cose.
L’ambiente è tutto ciò che può influire sulla nostra natura e sulla nostra cultura, e allora forse basterebbe solo guardare l’ambiente in cui viviamo per capire perché viviamo male.
Siamo noi la prima causa del nostro malessere.
Palermo è caotica, c’è molto di più caos di quello che le sue strade potrebbe sopportare. La città è satura di auto, persone e rumori.
Palermo è sporca, la genete non fa la raccolta differenziata (anche se poi non vuole gli inceneritori), butta a terra qualsiasi cosa e non getta la spazzatura neanche negli orari stabiliti.
Palermo è disorganizzata, ogni minimo tentativo di cambiamento viene soffocato dalla disorganizzazione. Niente piste ciclabili, mezzi pubblici non funzionanti, servizio di pulizia inefficiente.
Palermo è una metropoli. Molte metropoli vivono gli stessi problemi della mia città, alcune in modo migliori altre in modo peggiore, questo non vuole essere però una giustificazione, ma un ulteriore punto di riflessione.
Le metropoli non sono delle città, ma centri urbani che comprendono delle città al loro interno. Zisa, Albergheria, Capo e altre su wikipedia le troviamo come citate come borgate dato che queste zone sono autosufficienti. Effettivamente potrei anche vivere senza avere la necessità di uscire dalla mia borgata, c’è quasi tutto quello che mi serve.
Le metropoli cominciano ad essere costruite in Italia intorno agli anni ’60, anni della speculazione edilizia che porta alla nascita dei primi movimenti ambientalisti-ecologisti e che possiamo ricordare con

Il ragazzo della via Gluck
Questa e’ la storia
di uno di noi
anche lui nato per caso in via Gluck
in una casa fuori città
gente tranquilla che lavorava.
Là dove c’era l’erba ora c’e
una città
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà

questo ragazzo della via Gluck
si divertiva a giocare con me
ma un giorno disse: “vado in città”
e lo diceva mentre piangeva
io gli domando: “amico non sei contento?
vai finalmente a stare in città
là troverai le cose che non hai avuto qui.
Potrai lavarti in casa senza andar
giù nel cortile”.
“Mio caro amico” disse “qui sono nato
e in questa strada ora lascio il mio cuore
ma come fai a non capire
che e’ una fortuna per voi che restate
a piedi nudi a giocare nei prati
mentre là in centro io respiro il cemento

ma verrà un giorno che ritornerò
ancora qui
e sentirò l’amico treno che
fischia così…. ua ua”.
passano gli anni ma otto son lunghi
però quel ragazzo ne ha fatta di strada
ma non si scorda la sua prima casa
ora coi soldi lui può comperarla
torna e non trova gli amici che aveva
solo case su case catrame e cemento

là dove c’era l’erba ora c’e
una città
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà
non so no so perché continuano
a costruire le case
e non lasciano l’erba, non lasciano l’erba

non lasciano l’erba
e non se andiamo avanti così
chissà come si farà
chissà chissà come si farà.
Adriano Celentano

Ed era 1966 e ancora le auto erano poche, ma si sarebbe mai immaginato che oltre lo squallido cemento ci sarebbe stato anche il pesantissimo smog? CO2, PM10 e tante altre sigle strane ogni giorno vengono rivelate dalle centraline poste in varie zone della città, e se mi permettessi a scrivere che queste polveri e questi gas li riveliamo anche noi con i nostri polmoni potrei essere tacciato di catastrofismo.

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