Shock estetico

febbraio 29, 2008

Estetica è il nome che si da alla gnoseologia inferiore, alla gnoseologia dei sensi.
La conoscenza dei sensi sta alla conoscenza razionale come il diavolo sta all’acqua santa.
La conoscenza sensibile è una conoscenza che forma idee chiare e confuse, mentre le idee razionali sono chiare e distinte.
L’estetica vive nella zona d’ombra, in cui si percepisce e non si comprende.
Secondo alcuni filosofi la realtà si raggiunge con la ragione che supera i sensi dai quali possiamo avere solo una visione effimera del mondo.
Ragione ed estetica sono contrari, credo d’averlo reso chiaro. Ma cosa succede alla ragione durante l’esperienza estetica, davanti alla conoscenza sensibile?
E’ possibile una conoscenza razionale senza una conoscenza sensibile?
Se è vero che l’uomo è un animale razionale, credo di aver trovato la causa di molti dei suoi mali: l’esperienza estetica.
Durante l’esperienza estetica, si agisce d’istinto (ecco altro fattore contrapposto alla ragione, l’istinto) alla sensazione suscitata dall’oggetto che si ha di fronte.
L’uomo viene attaccato alla sua essenza, alla sua natura di essere capace di ragionare.
Chi non è stato “vittima” dell’esperienza estetica? Tutti siamo rimasti colpiti, affascinati, meravigliati, spaventati, infastiditi da qualcosa prima di essercene fatta una idea chiara e distinta.
L’esperienza estetica spiazza la ragione, a volte tanto da mandarla a quel paese o da rendendoci inerti.
Ed è così che non solo il brutto ci provoca paura, ma anche il bello.
Se il bello spiazza la nostra ragione abbiamo paura. La paura non ci fa godere del bello e subito corriamo a etichettare, far rientrare in categorie e tutto il possibile affinché si possa avere una idea chiara e distinta.
Uno dei sentimenti più piacevoli è quello del sublime, ma di conseguenza il sublime è anche la causa delle situaioni di paura peggiori, il panico.
Per spiegare brevemente cosa sia il sublime basta pensare alla sensazione che si prova ad essere in cima alla montagna più alta e mirare un panorama infinitamente incantevole ed essere al di sopra di tutto, non avere nulla di più grande intorno. Questo può portarci ad un piacere o ad una paura.

Se il nostro sentimento è sublime la paura è normale, ma non dimentichiamoci che è una piacevole paura.

  1. |Laura|
    febbraio 29, 2008 alle 11:57 pm

    Questo discorso sul sublime mi ricorda qualcosa..🙂
    ti voglio bene🙂

  2. marzo 1, 2008 alle 3:22 pm

    ti seguo, nelle tue melliflue digressioni.
    il grave è che sono pre-alcol😛

    …bello, e specchio di vero, tra l’altro.

  3. marzo 2, 2008 alle 4:49 pm

    @Laura: Siamo stati fortunati, noi. Siamo stati fortunati perché il sublime ci ha potuto travolgere senza farci male. Quel sentimento che spazza via la ragione ci ha reso felici, lì sul monte a Dougga, sopra a qualsiasi altra cosa al mondo.

    @emi: il fatto che tu sia pre-alcool cosa significa che i miei discorsi hanno senso anche da sobri oppure no?

  4. marzo 3, 2008 alle 11:32 am

    ovvio (che sì). pipitone😛

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