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L’ IMITAZIONE DEL PENSIERO: Il calcolatore adatto

dicembre 2, 2009

Il calcolatore digitale come un calcolatore umano deve seguire delle regole fisse, senza alcuna possibilità di deviare.

Probabilmente Alan Turing quando si riferiva al calcolatore umano doveva pensare a «le ragazze della stanza grande», personale femminile non qualificato, che svolgevano il lavoro d’ufficio durante la Seconda Guerra Mondiale nei laboratori di calcolo,1 proprio come delle calcolatrici. Il loro servizio era di fondamentale importanza per il lavoro di Turing, tanto che egli fu tra i firmatari di una richiesta di personale di questo tipo a Winston Churchill.2

Alan Turing era molto affascinato dal loro lavoro, eseguivano

i compiti loro assegnati, senza sapere minimamente a cosa servissero. Questo era ciò che affascinava Alan: che delle persone potessero collaborare a qualcosa di intellettualmente difficile senza alcun bisogno di usare la propria mente.3

Le capacità del calcolatore digitale sono ben definite dalla sua struttura hardware, ma noi dobbiamo immaginare a scopo teorico che siano infinite.

La quantità di memoria è una delle caratteristiche più importanti per il calcolatore digitale, che deve poter immagazzinare quanti più dati possibili per avere «stati mentali» più complessi.4

Per «stati mentali» dobbiamo intendere gli stati in cui si trova la macchina di Turing ad ogni operazione.

Ogni comportamento del calcolatore è determinato in un momento dato dai simboli che sta osservando e dallo stato mentale in cui si trova in quel dato momento.5

Gli stati mentali sono numerosi ma finiti (secondo la concezione materialista della mente),6 se non fosse così, se, come scrive Turing

ammettessimo un’infinità di stati mentali, alcuni di essi sarebbero «arbitrariamente vicini» fra loro, e quindi confusi.7

Il calcolatore digitale può avere anche un elemento casuale, col quale può confondere le idee dell’interrogante dando risposte sbagliate. Questo elemento di casualità portò molti ad affermare che la macchina possa essere provvista di libero arbitrio, ma Turing è contrario all’uso di questa espressione.8

1Durante la Seconda Guerra Mondiale, Turing, lavorò al Government Code and Cypher School (GCCS) per

decifrare le intercettazioni delle comunicazioni dei militari tedeschi che utilizzavano un complesso metodo di

crittografia basata sulla macchina Enigma con l’aggiunta di un quadro di commutazione alfabetica.

Turing ebbe il compito di organizzatore del lavoro della Baracca 8, l’ufficio in cui risiedeva la mente del

GCCS, e non si impegnò soltanto dell’algoritmo per decrittare i messaggi, ma anche sul fronte ingegneristico,

cercando di ottimizzare al massimo le macchine utilizzate.

2Hodges, p.289

3Hodges, p. 277

4Hodges, p. 144

5Hodges, p. 144

6Hodges, p. 148

7Hodges, p. 144

8Turing 1950 p. 172

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