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Archive for the ‘abbracci gratis’ Category

Bike sound system

febbraio 25, 2007 2 commenti

Voglio questa bici!

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223 giorni all’esecuzione

gennaio 23, 2007 Commenti disabilitati

Per una volta parliamo di carezze.
Questo gesto in estinzione.
Questo gesto rivoluzionario, incompreso perfino dal vocabolario.
Carezza: <<Tenera dimostrazione di amorevolezza o di benevolenza un po’ leziosa che si fa lisciando col palmo della mano. Esempio: far le carezze al gatto>>.
Al gatto? Rendetevi conto a chi stiamo delegando il senso più profondo della vita: a un intellettuale sventurato che inventa vocabolari con un siamese sul computer.
Cancelliamo l’abbecedario delle bestie da terza elementare e riscopriamo il significato di “carezza”.
Carezza: tocco della vita. Il Cristo ha resuscitato i morti con una carezza. C’è riuscita persino Moana Pozzi, buon’anima. In una vera carezza non c’è ne amorevolezza ne benevolenza cogliona. In una vera carezza c’è la cognizione del dolore, soprattutto la comprensione del dolore dell’altro. Un uomo che carezza un altro uomo sul viso deve superare due cose. La paura che gli si gridi: “A frocio” e la paura di ricevere un calcio nelle palle. E me la chiami “leziosa” la carezza? Un camionista vi taglia la strada, scende con un cacciavite in mano. Avete tre possibilità. Chiudervi in macchina gridando aiuto. Dargli un pugno in faccia prima che lui dica “A”. Oppure sferrargli una carezza, il più pazzo e rivoluzionario gesto che si possa fare in quel momento. Le reazioni possibili del camionista incazzato sono due. La prima, vi ammazza. (Ma la carezza, per essere tale, deve includere anche questo rischio, pari a quello di carezzare un lebbroso.) La seconda, che – scommetto – a voi bambini sorprenderebbe, è che all’omone gli cade il cacciavite dalla mano e gli vengono i lucciconi. A questo punto, però, vi consiglio di andarvene, a meno che non vogliate intraprendere una relazione omosessuale col camionista di cui sopra. Perché reggere il voltaggio di una vera carezza è difficile. Per esempio, i vangeli non ci raccontano tutta la verità sul sentimento provato da Lazzaro dopo essere stato resuscitato. Potete giurarci che odiò il Cristo con tutta la sua anima. È con una carezza che Maometto sposta la montagna e la morte si riconcilia con la vita. La carezza è un ponte tra due abissi di solitudine. Perché il cielo e la terra passeranno, ma certe carezze non passeranno mai.

Jack Folla

E’ un po’ così penso lo spirito degli abbracci gratis

19 gennaio 1985

gennaio 19, 2007 3 commenti

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19 gennaio 1985 su Wikipedia

Ma in quel sabato di sole siciliano succedeva qualcosa che nessun giornale ha riportato, che forse non comparirà mai in nessun altro sito, oltre che su questo blog.

Nel suddetto giorno nacqui io, precisamente alle ore 11, a quei tempi non c’era nemmeno l’ecografia o forse non c’era la possibilità di stamparla, fatto sta che non ho nessuna foto di quando ero un feto.
Con enorme piacere ho scoperto che anche Allan Poe e Borsellino nacquero nel mio stesso giorno.
Erano gli anni in cui la tensione degli anni di piombo si ammorbidiva e mancavano ancora 5 anni circa alla caduta del muro di Berlino, simbolo di un nuovo mondo dopo la seconda guerra mondiale. (A mio parere la guerra fredda non è ancora finita ma continua sotto altre spoglie).
A metà degli anni ’80 la generazione politicamente impegnata si affievoliesce, Vasco aveva partecipato già ben due volte a Sanremo e aveva vinto gia un FestivalBar, ma è nel mio anno che pubblica Cosa succede in città.
Per molti forse non succedeva nulla, ma per alcuni nasceva il loro primo figlio, per altri il primo nipote maschio, per me cominciava la rivoluzione!
Rivoluzione è la parola più giusta, perché al momento di nascere mi ribellai al mondo e decisi di girarmi urlando <<se mi volete venitemi a prendere!!!>> e fu così che nacqui per parto cesario…

oggi compio 22 anni, e non mi posso lamentare, il sole splende solo per me e sono felice di andare all’universitàper incontrare sorrisi per me.

Stasera venite tutti alla tavernetta con un sorriso e un abrbaccio, il regalo più grande che mi possiate fare :D!

di sotto una chicca che ho trovato nel Giornale di Sicilia di quel giorno, la pubblicità di uno dei miei film preferiti, Non ci resta che piangere con Benigni e Troisi.

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5 cose che non sapete di me.

gennaio 17, 2007 5 commenti

o forse sapete, o lo immaginate o non lo immaginereste mai.

è un post che gira nella blogosfera e non voglio che sfugga anche a questo strano blog.

  1. amo calpestare a piedi nudi l’erbetta primaverile dei prati
  2. amo leccarmi le dita sporche di cioccolata (adoro la cioccolata fondente che si fonde col calore delle mie mani)
  3. amo abbracciare la gente , anche gli sconosciuti
  4. amo andare nudo per casa e dormire nudo
  5. amo far coincidere i vizi con le virtù, sono un santo peccatore

ce n’è una sesta ma non ci credereste mai: sono timido!
anche chi mi conosce bene sa quanto mi vergogno a chiedere informazioni ai professori o ad abbordare una ragazza, ancora, a parlare davanti ad un pubblico nuovo.

figuratevi che dopo anni che conosco il mo maestro mi metto in ansia quando devo fare gli esami!

Abbracci Gratis a Palermo (come è andata)

dicembre 29, 2006 2 commenti

(un grazie a Peppe per aver montato il video )

è passato già un bel po’ di tempo dal 23 dicembre, ma non posso dimenticare certe sensazioni, certi sorrisi che quel giorno hanno riempito di allegria piazza Politeama.

Quando siamo arrivati abbiamo avuto un po’ di paura ad uscire i cartelli, perché c’era la piazza infestata di persone che manifestava i loro problemi, tipo i giornalisti del Giornale di Sicilia, e dei ragazzi di una casa famiglia di San Giuseppe che raccoglieva fondi per pagare l’affitto. C’erano le telecamere e l’imbarazzo aumentava.

Arriva Iaia, una palermitana impiantata a Milano e oramai esperta in abbracci e cominciamo ad abbracciarci e ad uscire i cartelli, arriva gente e abbraccia. Amici e non con cartelli a ragala abbracci.

Molta gente ci ha abbracciato senza chiederci un perché, altri hanno abbracciato solo coloro che gli “gustava” di più, molti hanno creduto che fossimolì solo perché era natale.

A Palermo ci aspettavamo un po’ di sfiducia in più, ma invece è andata benone, sorrisi e abbracci non sono mancati e anche qualche risposta commovente.

( le cattive risposte meglio dimenticarle, tanto erano poche 😉 )

abbracci gratis

Free Hugs a Palermo

dicembre 16, 2006 Commenti disabilitati

Per dire con un abbraccio più di mille parole.

23/12/06 ore 10 Piazza Politeama (portate un cartello per farvi abbracciare)