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Archive for the ‘Cinema’ Category

Vita? Non parlatemi di vita…

gennaio 28, 2008 Commenti disabilitati
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  • Avrei un suggerimento, ma non mi ascoltereste… nessuno mi ascolta mai… (Marvin)
  • Incredibile! è anche peggio di quel che pensavo. (Marvin)
  • Potrei calcolare le tue probabilita di sopravvivenza, ma non ti piacerebbe. (Marvin)
  • Non che a qualcuno interessi quello che dico, ma il ristorante è all’altro capo dell’universo. (Marvin)
  • Marvin:è meglio che sappiate che mi sento molto depresso.
    Trillian: Beh, abbiamo qualcosa che ti terrà la mente impegnata.
    Marvin: Non funzionerà, ho una mente terribilmente vasta.
    Trillian: Sì, lo so, ma…. vogliamo che tu scenda nel compartimento d’ingresso numero 2 a prendere i clandestini e ce li porti qui.
    Marvin: E basta? Non mi piacerà
    Trillian: Si beh… è la vita…
    Marvin: La vita? non venitemi a parlare della vita…
  • Arthur Dent: Ma quella porta ha sospirato.
    Marvin: allucinante vero? tutte le porte di questa astronave sono programmate per avere un carattere gioioso e solare. Comunque andiamo, ho l’ordine di accompagnarvi sul ponte
    ah! fate pure… Io sto qui con un cervello grosso quanto un pianeta e mi chiedono di accompagnarvi sul ponte. Me lo chiamate un lavoro glorificante? non direi!
    Ringraziate la società cibernetica Sirio per aver creato i robot con V.P.P.
    Arthur Dent: V.P.P.?
    Marvin:Vera personalità di persona. Sono un prototipo con personalità, si vede subito no?
  • Arthur Dent: Marvin?
    Marvin: Stavo parlando col computer di bordo
    *Arthur Dent: E…
    Marvin: Mi odia!
  • Arthur Dent: Marv hai qualche idea?
    Marvin: Ho milioni di idee: conducono tutte a morte certa
  • Arthur Dent: Insomma [ride convulsamente] è cosi che va a finire eh? io da solo su un pianeta morto con un maniaco depressivo di robot.
    Marvin: E pensi di avere dei problemi? che faresti se fossi tu il robot maniaco depressivo?

Il lato buono del Natale

dicembre 24, 2007 Commenti disabilitati

Oramai che il Natale è più una festa commerciale che religiosa, oramai che ha perso gli antichi valori, diventa solo un periodo di stress, ma voglio sottolineare anche aspetti positivi del natale come Nightmare Before Christmas che non sarebbe mai esistito senza il natale e che solo nel periodo di natale ci ricordiamo di vedere.
Poi ci sono le canzoni di Natale, naturalmente per me solo quelle di Elio e le storie tese per radio di Deejay e lo scaccio (per i non  palermitanofoni lo scaccio è la frutta secca)!
Bambinifelici che sorridono, le donne della famiglia che cucinano prelibatezze per due giorni interi… beh ho rivalutato il natale negli ultimi anni, vedendolo come qualcosa di diverso dalla concezione tradizionale ho dato una connotazione tutta mia che me lo fa piacere.
Sono un genio!

la risposta alla vita, all’universo e d’ognicosa: 42!

novembre 5, 2007 Commenti disabilitati

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anche google e la sua calcolatrice conoscono la Guida galattica per gli autostoppisti

La Higuera 9 ottobre 1967.

ottobre 9, 2007 Commenti disabilitati

Mi piace ricordarlo così, sorridente con un tenero cucciolo tra le braccia da coccolare.Quando compii i miei 18 avevo chiesto ai miei amici che mi regalassero un poster di Martin Luther King o di Gandhi, ma evidentemente per loro io ero un «tifoso del Che» e mi regalano il poster con la famosa foto scattata da Korda e con sotto scritto ¡Hasta la victoria, siempre! (me ne regalarono anche uno dei Bruce Lee), lo tenni fino all’anno scorso, poi il suo sguardo severo un po’ mi dava fastidio. Ogni qualvolta llo penso apro il mio armadio e lì trovo delle foto pubblicate da una rivista (Oggi o Gente, non ricordo) in cui sorride.

La citazione che mi piace più di tutte è

se Lei è capace di tremare d’indignazione ogni qualvolta si commetta un’ingiustizia nel mondo, siamo compagni, il che è più importante.

Con molta onestà scrivo che non ho mai approfondito le mie conoscenze sul Comandante perché tollero molto poco questi miti e mi sono sempre rifiutato di acquistare una maglietta col suo volto (a questo punto ci sta ricordare che in un film, ancora una volta non ricordo quale, Che Guevara viene descritto come “quello delle magliettine!” o per napoletani “quello che si è tatuato maradona”).
Quel che so è abbastanza per ammirarlo.
Qualcuno accusa chi sventola le bandiere col suo volto di sventolare un simbolo di guerra e morte. Riconosco che i morti non si pesano su due bilance, quella dei vinti e dei vincitori, ma su una bilancia sola, però non possiamo neanche confondere la guerra con la resistenza.
Il Che è simbolo di Resistenza, e mi rattrista pensare che a noi italiani la resistenza la debba insegnare lui e non viceversa. In Italia la Resistenza è finita nel ’43-45 mentre lui era ancora un giovincello con la passione della moto.
A proposito della moto confesso che l’unica cosa che vorrei leggere è il suo Latinoamerica ovvero i suoi appunti del viaggio che fece in moto da cui è tratto il film I diari della motocicletta.

La voglia di scrivere questo post ai suoi 40° anniversario di morte nasce da un’intervista fatta a Tutino sull’Espresso intitolata Se il Che fosse ancora vivo. Io il Che vivo non riesco neanche ad immaginarmelo, qualcuno dice che il suo spirito è vivo in Castro, chi dice che sia in Chavez.
Di quest’intervista voglio riportare una parte che trovo molto divertente:

«Gli avevo chiesto un’intervista e lui, attraverso sua madre, mi disse di no per due motivi: perché ero un giornalista e soprattutto perché facevo parte del Partito comunista italiano, che lui considerava il meno comunista dei partiti comunisti del mondo».

Beh dopo 40 anni dalla sua morte questa frase conferma la sua figura mitica.

Hasta siempre

Aprendimos a quererte
desde la histórica altura
donde el sol de tu bravura
le puso un cerco a la muerte.

Aquí se queda la clara,
la entrañable transparencia,
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Tu mano gloriosa y fuerte
sobre la historia dispara
cuando todo Santa Clara
se despierta para verte.

Aquí se queda la clara,
la entrañable transparencia,
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Vienes quemando la brisa
con soles de primavera
para plantar la bandera
con la luz de tu sonrisa.

Aquí se queda la clara,
la entrañable transparencia,
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Tu amor revolucionario
te conduce a nueva empresa
donde esperan la firmeza
de tu brazo libertario.

Aquí se queda la clara,
la entrañable transparencia,
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Seguiremos adelante
como junto a ti seguimos
y con Fidel te decimos:
hasta siempre Comandante.

Aquí se queda la clara,
la entrañable transparencia,
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.

Carlos Puebla

Stagioni

Quanto tempo è passato da quel giorno d’autunno
di un ottobre avanzato, con il cielo già bruno,
fra sessioni di esami, giorni persi in pigrizia,
giovanili ciarpami, arrivò la notizia…

Ci prese come un pugno, ci gelò di sconforto,
sapere a brutto grugno che Guevara era morto:
in quel giorno d’ottobre, in terra boliviana
era tradito e perso Ernesto “Che” Guevara…

Si offuscarono i libri, si rabbuiò la stanza,
perché con lui era morta una nostra speranza:
erano gli anni fatati di miti cantati e di contestazioni,
erano i giorni passati a discutere e a tessere le belle illusioni…

“Che” Guevara era morto, ma ognuno lo credeva
che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva…
“Che” Guevara era morto, ma ognuno lo credeva
che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva…

Passarono stagioni, ma continuammo ancora
a mangiare illusioni e verità a ogni ora,
anni di ogni scoperta, anni senza rimpianti:
” Forza Compagni, all’erta, si deve andare avanti! ”

E avanti andammo sempre con le nostre bandiere
e intonandole tutte quelle nostre chimere…
In un giorno d’ottobre, in terra boliviana,
con cento colpi è morto Ernesto “Che” Guevara…

Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
che “Che” Guevara è morto, mai più ritornerà,
ma qualcosa cambiava, finirono i giorni di quelle emozioni
e rialzaron la testa i nemici di sempre contro le ribellioni…

“Che” Guevara era morto e ognuno lo capiva
che un eroe si perdeva, che qualcosa finiva…
“Che” Guevara era morto e ognuno lo capiva
che un eroe si perdeva, che qualcosa finiva…

E qualcosa negli anni terminò per davvero
cozzando contro gli inganni del vivere giornaliero:
i Compagni di un giorno o partiti o venduti,
sembra si giri attorno a pochi sopravvissuti…

Proprio per questo ora io vorrei ascoltare
una voce che ancora incominci a cantare:
In un giorno d’ottobre, in terra boliviana,
con cento colpi è morto Ernesto “Che” Guevara…

Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
che “Che” Guevara è morto, forse non tornerà,
ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni
e voi, a decine, che usate parole diverse, le stesse prigioni,

da qualche parte un giorno, dove non si saprà,
dove non l’aspettate, il “Che” ritornerà,
da qualche parte un giorno, dove non si saprà,
dove non l’aspettate, il “Che” ritornerà !

Francesco Guccini

Il grande Lebowski

maggio 22, 2007 1 commento

LocandinaNon potevo non vederlo, dopo essermi ubriacato bevendo White Russian, proprio non potevo.
Cosa c’entra questo buonissimo cocktail (Kalhua, Vodka e Panna) con questo film? E’ praticamente sempre presente, in quanto il protagonista ne beve in gran quantità.

Il grande Lebowski è un film con una trama scontata, in cui viene creata un po’ di confusione per non renderla troppo tale. La cosa bella invece è la sceneggiatura con trip d’acido e personaggi degli di queste scene, ed è di loro che vi scriverò.

Il protagonista è all’anagrafe Jeffrey Lebowski (interpretato da Jeff Bridges), Drugo per il mondo intero. Hippie sopravvissuto agli anni sessanta si diletta tra una birra al bowling con gli amici e trip d’acido quando possibile. Non rifiuta mai di bere, preparandosi (o facendosi preparare) il cocktail sopra mensionato.
Veste sempre con pinocchietti, giacchetta sportiva a maniche lunghe e scarpe da ginnastica. Ogni tanto porta degli occhiali da sole.
L’avventura di Drugo inizia per un caso di ominimia, per cui lo aggrediscono in casa sua credendo fosse un altro (molto più ricco) Lebowski. L’aggressione fisica non porta ad alcun risultato e allora lo aggrediscono moralmente pisciando sul tappeto del suo salotto.

Quel tappeto dava un tono all’ambiente

Entra qui il co-protagonista interpretato da John Goodman, l’amico di Drugo, Walter.
Walter è un veterano del Vietnam, cristiano convertito all’ebraismo per amore della moglie con cui è separato da anni e alla quale si zerbina volentieri.
Grassone esaurito non ha molto a che fare con lo stile freak di Drugo, anzi è sempre molto nervoso e va giù sempre violentemente ricordando sempre i compagni militoni caduti in Vietnam, facendo diventare anche lo spargimento delle ceneri del loro compagno di bowling molto grottesco.
Sempre pronto a passare alla cruda violenza la frase che cita più spesso è

Stai per entrare in una valle di lacrime, una valle di lacrime…

esordisce nel film citando Herzl

se lo vuoi con forza, non è un sogno

nonostante tutto è un osservante del Shabbat, il sabato sacro per gli ebrei.

I due si cacciano in casi immondi soprattutto per le manie di grandezza di Walter, fosse stato per Drugo avrebbe finito il compito assegnato come di regola e se ne sarebbe lavato le mani.

Tutto qua. Se volete sapere qualcosa su questo film, vedetelo, io ho voluto solo incuriosirvi raccontando di questi due tipi veramente forti 😉

Cinema scontato per universitari

marzo 5, 2007 8 commenti

ADAM’S
Piazza Generale Turba, 92 TEL. 091/6570542 Da Lunedì a Venerdì sconto 50%
Questo cinema è chiuso già da 2 anni!
AURORA
Via Tommaso Natale, 177 TEL. 091/533192 Da Mercoledì a Venerdì sconto 50%
Periodicamente vengono organizzate anche delle interessanti rassegne settimanali.
FINOCCHIARO
Via Roma, 184 TEL.091/6118023 Da Lunedì a Venerdì 4euro

LUBITSCH
Via Guido Rossa, 5 TEL.091/447164 Da Lunedì a Venerdì sconto 30%
MARCONI
Via Cuba, 12 TEL.091/421574 Da Lunedì a Venerdì sconto 50%.

Fonte

Aggiungo per esperienza il cinema DANTE a piazza Lolli.
IMPERIA dal lunedi al giovedi il biglietto costa 4,50 euro

19 gennaio 1985

gennaio 19, 2007 3 commenti

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19 gennaio 1985 su Wikipedia

Ma in quel sabato di sole siciliano succedeva qualcosa che nessun giornale ha riportato, che forse non comparirà mai in nessun altro sito, oltre che su questo blog.

Nel suddetto giorno nacqui io, precisamente alle ore 11, a quei tempi non c’era nemmeno l’ecografia o forse non c’era la possibilità di stamparla, fatto sta che non ho nessuna foto di quando ero un feto.
Con enorme piacere ho scoperto che anche Allan Poe e Borsellino nacquero nel mio stesso giorno.
Erano gli anni in cui la tensione degli anni di piombo si ammorbidiva e mancavano ancora 5 anni circa alla caduta del muro di Berlino, simbolo di un nuovo mondo dopo la seconda guerra mondiale. (A mio parere la guerra fredda non è ancora finita ma continua sotto altre spoglie).
A metà degli anni ’80 la generazione politicamente impegnata si affievoliesce, Vasco aveva partecipato già ben due volte a Sanremo e aveva vinto gia un FestivalBar, ma è nel mio anno che pubblica Cosa succede in città.
Per molti forse non succedeva nulla, ma per alcuni nasceva il loro primo figlio, per altri il primo nipote maschio, per me cominciava la rivoluzione!
Rivoluzione è la parola più giusta, perché al momento di nascere mi ribellai al mondo e decisi di girarmi urlando <<se mi volete venitemi a prendere!!!>> e fu così che nacqui per parto cesario…

oggi compio 22 anni, e non mi posso lamentare, il sole splende solo per me e sono felice di andare all’universitàper incontrare sorrisi per me.

Stasera venite tutti alla tavernetta con un sorriso e un abrbaccio, il regalo più grande che mi possiate fare :D!

di sotto una chicca che ho trovato nel Giornale di Sicilia di quel giorno, la pubblicità di uno dei miei film preferiti, Non ci resta che piangere con Benigni e Troisi.

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