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Archive for the ‘albatros’ Category

Scannatoio di pensieri

dicembre 27, 2009 Commenti disabilitati

Un contenitore che non contiene, idee-contenuti che esplodono e si riversano nella rete.
Come naufraghi, ci sentiamo persi nel mondo odierno e lanciamo i nostri messaggi in bottiglie virtuali in un mare telematico, sperando che qualcuno legga e risponda e ci faccia sentire meno soli.

Un macello, dove scanniamo i nostri pensieri, li mettiamo a nudo, strappando anche la pelle e provocando con il rosso del sangue.

L’abattoir, un nome francese perché francesi sono i nostri maestri illuministi e romantici bohemien.

www.abattoir.it perché siamo carne da macello!

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Riconfigurazione dei ricordi

luglio 18, 2009 2 commenti

“Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla ? Bevo una seconda sorsata, non ci trovo più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. E’ stata lei a risvegliarla, ma non la conosce, e non può far altro che ripetere indefinitivamente, con la forza sempre crescente, quella medesima testimonianza che non so interpretare e che vorrei almeno essere in grado di richiederle e ritrovare intatta, a mia disposizione ( e proprio ora ), per uno schiarimento decisivo. Depongo la tazza e mi volgo al mio spirito. Tocca a lui trovare la verità…retrocedo mentalmente all’istante in cui ho preso la prima cucchiaiata di tè. Ritrovo il medesimo stato, senza alcuna nuova chiarezza. Chiedo al mio spirito uno sforzo di più…ma mi accorgo della fatica del mio spirito che non riesce; allora lo obbligo a prendersi quella distrazione che gli rifiutavo, a pensare ad altro, a rimettersi in forze prima di un supremo tentativo. Poi, per la seconda volta, fatto il vuoto davanti a lui, gli rimetto innanzi il sapore ancora recente di quella prima sorsata e sento in me il trasalimento di qualcosa che si sposta, che vorrebbe salire, che si è disormeggiato da una grande profondità; non so cosa sia, ma sale, lentamente; avverto la resistenza e odo il rumore degli spazi percorsi…All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio….”

Il brano che pre questo post è tratto da Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust, in cui l’autore descrive il risveglio di un determinato ricordo, un un risveglio che non è un sempllice riaffiorare del ricordo (il cosidetto ricordare), bensì la riconfigurazione del ricordo tramite una sensazione che viene rivissuta.

E’ quello che sto vivendo adesso, tornato nella casa in cui ho vissuto per tanti anni, ogni piccolo gesto diventa strano e il primo è stato il più semplice per antonomasia: bere un bicchiere d’acqua.
Ora, non è che mi fossi dimenticato della mia cucina e del frigorifero, però nell’aprirlo ho provato una sensazione difficile da spiegare se non con l’espressione “riconfigurazione del ricordo”, ho proprio sentito il ricordo, l’immagine, di questo frigorifero rinnovarsi.
Non era un frigorifero estraneo alla mia mente, ma non essendo quello che ho aperto tutti i giorni, più volte al giorno per 4 mesi, ho dovuto riconoscerlo.
Un atto fenomenologico che non saprei spiegare meglio.

IV Raduno Cicloturistico Giovani FIAB: Sicilia protagonista!

luglio 8, 2009 Commenti disabilitati

Sicicla, ragazzi!

In bicicletta alla luce del sole

Logo per cicloraduno giovani in Sicilia

Il Gruppo Giovani FIAB, insieme al Coordinamento Palermo Ciclabile, organizza il suo quarto Cicloraduno Fiab per ragazzi e ragazze tra i 18 e i 35 anni, con un percorso itinerante che raggiungerà Mazara del Vallo partendo dalla nostra città, Palermo.

Il raduno avrà luogo da giovedì martedì 25 a mercoledì domenica 30 2009.

Un cicloraduno nasce dal concetto di poter fare una vacanza seguento un modello di sviluppo sostenibile (che per l’appunto si concretizza nel turismo sostenibile), per cui si viaggia lentamente, conoscendo e assaporando i luoghi che si visitano, senza intaccare la loro identità per scopi commerciali, come avviene nel turismo di massa, e soprattutto un cicloraduno è a basso impatto ambientale!

Cosa aspettate per partecipare? Leggete qui e partecipate!
Le iscrizioni sono aperte fino al 7 agosto 2009.

Magic Italy: come non progettare un brand

giugno 26, 2009 3 commenti
Logo Magic Italy

Logo Magic Italy

Sul sito del Ministero per i Beni e le Attività culturali si legge:

Al via il marchio “Magic Italy” per il rilancio del turismo in Italia. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi intervenendo all’assemblea della Confartigianato. «Il made in Italy può essere rafforzato con la garanzia che tutto il prodotto è realizzato in Italia al 100%, noi oggi stiamo lavorando e ho approvato proprio questa notte il marchio che è stato definito il “Magic Italy”, per lanciare l’Italia e e attirare qui i turisti da ogni parte del mondo», ha detto Berlusconi.

Il nuovo logo – una scritta bianca e tricolore su fondo scuro – riprende l’obiettivo di Italia.it, progetto battezzato dal governo Prodi nel 2007, quando a capo del ministero dei Beni e delle Attività Culturali, al quale faceva capo il portale, c’era Francesco Rutelli.

Su molti siti già si leggono critiche, molti dicono che ricorda solo spot di tv spazzatura, io invece su Palermo Bloggalo! faccio un’analisi sul perché questo logo è progettato male e lo paragono ad alcuni loghi del turismo spagnolo:

Il brand, logo compreso, non piace al “popolo della rete” (come ci definisco i giornalisti più creativi) e senza entrare in merito alle questioni politiche che hanno a che fare con il turismo (materia di competenza delle regioni e non dello stato, per questo la ministra non ha il portafoglio) vederemo di capire alcune cose che non vanno e un piccolo paragone con una delle nazioni che più è cresciuta grazie al turismo: la Spagna.

Continua…

Canzoni…

giugno 6, 2009 1 commento

Perché certe canzoni quando le canti, ti lasciano uno strano sapore in bocca. Non sai mai se è dolce con il retrogusto di amaro o viceversa.

in my name

maggio 9, 2009 Commenti disabilitati

Regole: vai su Google e cerca la frase (non dimenticare le virgolette all’inizio e alla fine!). Non barare, e scrivi il tuo vero nome. Usa la prima cosa che trovi abbia un senso e scrivila.

Q: Scrivi “[tuo nome] ha bisogno di” nella barra di Google:
A: Donare Blog: Michele ha bisogno di donazioni di midollo osseo e di …
Q: Scrivi “[tuo nome] sembra” nella barra di Google:
A: Michele – Sembra Ieri – Ascolta gratis e scarica gli Mp3 su Dada

Q: Scrivi “[tuo nome] dice” nella barra di Google:
A: Gf7, Michele dice addio alla Casa

Q: Scrivi “[tuo nome] vuole” nella barra di Google:
A: Michele vuole salvare la memoria

Q: Scrivi “[tuo nome] fa” nella barra di Google:
A: Michele fa un respiro profondo e pensa che sia giunto il momento di aprirsi a nuove esperienze

Q: Scrivi “[tuo nome] odia” nella barra di Google:
A: Michele odia profondamente i sondaggi di Facebook

Q: Scrivi “[tuo nome] chiede”:
A: Michele chiede alla moglie di baciarlo e Giorgetta ubbidisce, ma lo fa senza affetto.

Q: Scrivi “[tuo nome] va”:
A: Michele va in un’altra città

Q: Scrivi “a [tuo nome] piace”:
A: A me il nome MICHELE piace parecchio

Q: Scrivi “[tuo nome] mangia” nella barra di Google:
A: michele mangia la rosa

Q: Scrivi “[tuo nome] indossa” nella barra di Google:
A: Michele indossa ancora il camice!

Q: Scrivi “[tuo nome] è stata arrestata per” nella barra di Google:
A: Michele è stato arrestato per l’ inchiesta sul terremoto

Ho tolto quelle con michele nel cognome o con riferimento

un sogno… anzi no, una meravigliosa realtà

aprile 22, 2009 Commenti disabilitati

dsci0030

Pensavo ad un post per esprimere la mia felicità e pensavo a che foto avrei potuto mettere.
Abbiamo scattato delle foto insieme l’altra sera, ma erano venute un po’ brutte e anche se fossero venute bene sarebbero state quanto mai scontate e banali rispetto a questa che esprime secondo me tutto quello che volevo dire!

Addormentarsi abbracciati, pelle su pelle.
Profumi rassicuranti.
Sorrisi e solletichi.
Grattini.
Buongiorni come le buonanotti.
Dividere ogni cosa, giorno per giorno è una cosa dolcissima.

ps: sono buñuelos al caramello 🙂