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Archive for the ‘Foto’ Category

I miei 15 scatti migliori

luglio 22, 2009 1 commento

Oggi su facebook ho trovato un gruppo molto carino, diverso dalle solite stronzate anti (o pro) cualcuno-qualcosa e si chiama La vostra foto più bella che mi ha ispirato a pubblicare questo post con le mie 15 foto più belle.

Alba dal Foro Italico di Palermo

L'alba dal foro italico di palermo

Antico gatto randagio

Antico gatto randagio

La casa hunduda (annegata) a Malaga

La casa hunduda (annegata) a Malaga

Mercato del Capo di Palermo

Mercato del Capo di Palermo

Semana Santa en Malaga

Semana Santa en Malaga

Mondello Ciclabile

Mondello Ciclabile

Chupitos sul balcone

Chupitos sul balcone

scacchi

scacchi

converse all star

converse all star

Camisetas a rayas (magliette a righe) a El Rastro di Madrid

Camisetas a rayas (magliette a righe) a El Rastro di Madrid

Dragon: Tetto casa Battlò

Dragon: Tetto casa Battlò

Strade della Kalsa

Strade della Kalsa

Girati...

Girati...

Palle da Bowling

Palle da Bowling

Bicicletta elegante

Bicicletta elegante

Riconfigurazione dei ricordi

luglio 18, 2009 2 commenti

“Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla ? Bevo una seconda sorsata, non ci trovo più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. E’ stata lei a risvegliarla, ma non la conosce, e non può far altro che ripetere indefinitivamente, con la forza sempre crescente, quella medesima testimonianza che non so interpretare e che vorrei almeno essere in grado di richiederle e ritrovare intatta, a mia disposizione ( e proprio ora ), per uno schiarimento decisivo. Depongo la tazza e mi volgo al mio spirito. Tocca a lui trovare la verità…retrocedo mentalmente all’istante in cui ho preso la prima cucchiaiata di tè. Ritrovo il medesimo stato, senza alcuna nuova chiarezza. Chiedo al mio spirito uno sforzo di più…ma mi accorgo della fatica del mio spirito che non riesce; allora lo obbligo a prendersi quella distrazione che gli rifiutavo, a pensare ad altro, a rimettersi in forze prima di un supremo tentativo. Poi, per la seconda volta, fatto il vuoto davanti a lui, gli rimetto innanzi il sapore ancora recente di quella prima sorsata e sento in me il trasalimento di qualcosa che si sposta, che vorrebbe salire, che si è disormeggiato da una grande profondità; non so cosa sia, ma sale, lentamente; avverto la resistenza e odo il rumore degli spazi percorsi…All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio….”

Il brano che pre questo post è tratto da Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust, in cui l’autore descrive il risveglio di un determinato ricordo, un un risveglio che non è un sempllice riaffiorare del ricordo (il cosidetto ricordare), bensì la riconfigurazione del ricordo tramite una sensazione che viene rivissuta.

E’ quello che sto vivendo adesso, tornato nella casa in cui ho vissuto per tanti anni, ogni piccolo gesto diventa strano e il primo è stato il più semplice per antonomasia: bere un bicchiere d’acqua.
Ora, non è che mi fossi dimenticato della mia cucina e del frigorifero, però nell’aprirlo ho provato una sensazione difficile da spiegare se non con l’espressione “riconfigurazione del ricordo”, ho proprio sentito il ricordo, l’immagine, di questo frigorifero rinnovarsi.
Non era un frigorifero estraneo alla mia mente, ma non essendo quello che ho aperto tutti i giorni, più volte al giorno per 4 mesi, ho dovuto riconoscerlo.
Un atto fenomenologico che non saprei spiegare meglio.

un sogno… anzi no, una meravigliosa realtà

aprile 22, 2009 Commenti disabilitati

dsci0030

Pensavo ad un post per esprimere la mia felicità e pensavo a che foto avrei potuto mettere.
Abbiamo scattato delle foto insieme l’altra sera, ma erano venute un po’ brutte e anche se fossero venute bene sarebbero state quanto mai scontate e banali rispetto a questa che esprime secondo me tutto quello che volevo dire!

Addormentarsi abbracciati, pelle su pelle.
Profumi rassicuranti.
Sorrisi e solletichi.
Grattini.
Buongiorni come le buonanotti.
Dividere ogni cosa, giorno per giorno è una cosa dolcissima.

ps: sono buñuelos al caramello 🙂

Tre cose solamente mi so ‘n grado

gennaio 9, 2009 Commenti disabilitati

Tre cose solamente mi so ‘n grado,
le quali posso non ben men fornire:
ciò è la donna, la taverna e ‘l dado;
queste mi fanno ‘l cuor lieto sentire.
Ma sì me le conven usar di rado,
ché la mie borsa mi mett’al mentire;
e quando mi sovvien, tutto mi sbrado,
ch’i’ perdo per moneta ‘l mie disire.
E dico: – Dato li sia d’una lancia!-
Ciò a mi’ padre, che mi tien sì magro,
che tornare’ senza logro di Francia.
Trarl’un denai’ di man serìa più agro,
la man di pasqua che si dà la mancia,
che far pigliar la gru ad un bozzagro.

di Cecco Angiolieri ( sì, proprio quello di S’i’ fosse foco)

La prima alba del 2009

gennaio 5, 2009 Commenti disabilitati
la prima alba del 2009

la prima alba del 2009

2009? Yes, we can!

dicembre 31, 2008 2 commenti

yes we can

L’essenziale è invisibile agli occhi

dicembre 12, 2008 2 commenti

Primo piano di una volpe

l’essenziale è invisibile agli occhi
il cuore invece no non può ingannarti

Canta Meg nei 99posse ai tempi di Sfumature citando Antoine De Saint-Exupéry ne Il piccolo principe.

Lungo il suo cammino, il piccolo principe, incontra una volpe che desidera essere addomesticata, vuole creare con lui un legame.

Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centamilaragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma che tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me l’unico al mondo, e io per te sarò l’unica al mondo.

La differenza tra questa volpe e le altre centomila volpi per il piccolo principe non sarà più visiva, ma sarà affettiva e non la guarderà più con gli occhi, perché non si vede bene che col cuore.

Nell’addomesticarsi l’uno impara qualcosa dell’altro, lo comprende e si instaura un rapporto di reciproca necessità.

Angolo del curtugghiu: Sono felice di essere stato addomesticato da una volpe bionda, di aver bisogno di lei e di sapere di essere per lei lunico al mondo. Ed è cosi che grazie a Noi2Big di wind in 5 giorni sono stato al telefono 146 minuti che per me è un’eternità