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Pedala!

ottobre 22, 2007 1 commento

Pedala! di Giuliano Marucci andato in onda domanica 14/10/07

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Non è che una notizia è bella solo se ce l’hai in casa, può anche averla in casa qualcun’altro e noi potremmo sempre per esempio copiarla. Olanda, Groningen, città di 200.000 abitanti,cosa ha di straordinario ce lo racconta Giuliano Marrucci.

GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
Inizia da qui questa storia, da quando mi sono ritrovato circondato da migliaia di persone a questa festa, e soprattutto da quando uscendo ho notato che non c’era ne traffico ne’ parcheggi per le macchine, e mi sono chiesto “ma tutta questa gente come c’è arrivata qua, volando?”
Ovvio che no!

PARCHEGGIATORE
Questo è l’unico parcheggio a pagamento della festa, e solo qui ci sono 480 posti. Ma in tutto il parco ci sono posteggi per oltre 2000 bici…

GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
Ed è tutto pieno. Benvenuti a Groningen, Olanda. Una città che gia alla stazione ti accoglie così. Una città dove quando arrivi in albergo la prima cosa che fanno è darti gratis una bici tutta per te…rosa! Ma soprattutto una città dove andare in bici non è uno sport estremo, ma un piacere.

CORE VAN DER KLAUUW – DIRIGENTE DIP. PIANIFICAZIONE URBANA – GRONINGEN
Beh, questa città è la dimostrazione che quando si applicano coerentemente delle politiche per la mobilità sostenibile poi i risultati arrivano.

GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
Negli ultimi venti anni a Groningen per incentivare l’uso della bici sono stati spesi circa 40 milioni di euro, e si vede…

CORE VAN DER KLAUUW – DIRIGENTE DIP. PIANIFICAZIONE URBANA – GRONINGEN
Questa è una delle arterie principali della città, ci passano circa 7, 8 mila auto al giorno, ma soprattutto più di diecimila bici. E come vedi c’è una pista ciclabile su entrambi i lati, come d’altronde in tutte le strade principali. Sono strutture che risalgono addirittura agli anni ’30, noi ci siamo limitati a investire un paio di milioni di euro per rinnovare la pavimentazione e asfaltarle. Dove invece non c’è abbastanza spazio, come qui, vedi ci sono degli alberi la, se avessimo costruito una pista ciclabile separata avremmo dovuto abbatterli, e allora ci siamo limitati a ritagliare uno spazio per le bici all’interno della carreggiata già esistente.
E comunque ci sono anche strade dove non c’è neanche questo…

GIULIANO MARRUCCI
Ma a quanto ho capito sono un eccezione!

CORE VAN DER KLAUUW – DIRIGENTE DIP. PIANIFICAZIONE URBANA – GRONINGEN
Si, assolutamente si, normalmente almeno una delle due c’è. Non ci sono soltanto in alcune strade secondarie poco trafficate , oltre naturalmente a buona parte del centro storico, visto che lì le auto non possono circolare praticamente da nessuna parte. Qui invece siamo in uno degli incroci principali della città. Come vedi ci sono piste ciclabili in tutte le direzioni. E c’è un semaforo apposta per i ciclisti
Chi svolta a destra non deve aspettare il verde. Per tutti gli altri il verde scatta simultaneamente, così che quando passano le bici non ci sono macchine in mezzo all’incrocio. Qui invece puoi vedere come agli incroci più piccoli abbiamo riservato per le bici un posto davanti alle auto, in questo modo i ciclisti non sono costretti a respirare gli scarichi delle macchine, e poi possono partire per primi. E comunque oggi stiamo cercando di sostituire tutti i semafori con rotonde come questa. Come puoi vedere lungo tutta la rotonda c’è una corsia apposta per le bici, il che significa che i ciclisti non devono aspettare che passino le macchine per entrare nella rotonda. Accanto a questo ponte mobile che è su un canale molto trafficato e quindi si apre spesso, abbiamo costruito due nuovi ponti, così che i ciclisti invece di aspettare possono passare direttamente da qui, e si tratta di circa 14.000 bici ogni giorno. E poi ovviamente visto che su 180.000 abitanti a Groningen ci sono circa 300.000 bici, abbiamo investito anche in parcheggi. E così solo nel centro storico ci sono posteggi per circa 6000 bici. Questo è uno dei più grandi, proprio nella piazza centrale, ci sono circa 400 posti.
E poi ovviamente c’è il nostro intervento più imponente, l’avete gia visto, è il nuovo parcheggio della stazione, circa 5000 posti.

DONNA
Chissà dove l’ho infilata…

GIULIANO MARRUCCI
Non è semplice trovarla eh?

UOMO
Non mi ricordo assolutamente dove l’ho lasciata… ero convinto fosse qui…

DONNA
Ah, eccola… l’ho vista!
Ho comprato apposta questa catena verde per riconoscerla

UOMO
Trovata…avevo ragione, era qui…

COR VAN DER KLAUUW – DIRIGENTE DIP. PIANIFICAZIONE URBANA – GRONINGEN
Ovviamente è gratuito ma è sorvegliato 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

GIULIANO MARRUCCI
Perché almeno in questo siete simili a noi, anche qui rubano le bici vero?

COR VAN DER KLAUUW – DIRIGENTE DIP. PIANIFICAZIONE URBANA – GRONINGEN
Si, decisamente…ma con questa sorveglianza negli ultimi tre mesi ne è stata rubata soltanto una.

UOMO
Comunque è meglio non fidarsi…io ci tengo soltanto la bici più vecchia…

GIULIANO MARRUCCI
Consolati col fatto che anche in Italia le rubano, però poi non le usano.

JAAP VALKEMA – FUNZIONARIO DIP. PIANIFICAZIONE URBANA -GRONINGEN
Il risultato di tutto questo è che Groningen con il 60% dei trasporti effettuati con la bici è considerata la capitale mondiale delle biciclette.

GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
Nonostante il clima… E così, mosso dall’ammirazione per questo popolo di ciclisti militanti, e dal fatto che in soli 4 giorni di bici ho perso un chiletto abbondante, ho fumato metà sigarette, e tra benzina e parcheggio ho anche risparmiato una cinquantina di euro, quando torno a casa, a Pisa, che come Groningen è una piccola città universitaria e pianeggiante, ma con un clima assai migliore, decido di continuare l’esperimento…con questi risultati…

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Per dire, Pisa è più piccola di Groningen come la maggior parte delle città italiane ma ci fermiamo qui altrimenti la notizia da buona diventa cattiva e questo non va bene.

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Solo case su case catrame e cemento

ottobre 14, 2007 Commenti disabilitati

Devo scrivere un post sull’ambiente, lo devo fare perché me l’ero ripromesso aderendo al blog action day ma non sono molto ispirato, ma fortunatamente su internet le ispirazioni si trovano a gratis o sotto licenza Creative Commons 😛

Per prima cosa analizzerei alcune parti del lemma Ambiente su Wikipedia:

In generale, l’ambiente o milieu di un oggetto od azione, consiste delle sostanze, circostanze, oggetti o condizioni dalle quali è circondato o in cui avviene. (Anche se i due termini sono di norma sinonimi, alcune scienze preferiscono usare il meno comune milieu, per evitare confusioni con il significato più diffuso di ambiente in ecologia, politica e sociologia.)

Entrambe le parole possono essere usate con significati particolari in diversi contesti:

  • In biologia, principalmente in ecologia, indica tutto ciò che può influire direttamente sul metabolismo o il comportamento di un organismo o specie vivente, compresi luce, aria, acqua, terreno, e altri esseri viventi.
  • […]
  • In letteratura, storia, e sociologia, è l’ambito culturale in cui uno vive o è stato educato, e le persone o istituzioni con cui interagisce; si veda ambiente sociale
  • […]
  • In architettura, ergonomia, e sicurezza del lavoro, è l’insieme di elementi di una stanza o edificio che influiscono sul benessere e l’efficienza dei suoi occupanti; comprese dimensioni e disposizione degli spazi abitabili e del mobilio, luce, ventilazione, temperatura, rumore, ecc.; si veda ambiente abitativo.

Ecco che per definizione la cura e il rispetto dell’ambiente è essenziale per la nostra sopravvivenza.
Io non sono un ambientalista nel senso duro e crudo del termine poltico e questa desineza (-ista, -ismo) non la rende molto piacevole alle mie critiche orecchie.
Il rispetto per l’ambiente è secondo innanzitutto una questione di educazione e rispetto, di coscienza e il mio modo di rispettarlo sta nelle piccole cose.
L’ambiente è tutto ciò che può influire sulla nostra natura e sulla nostra cultura, e allora forse basterebbe solo guardare l’ambiente in cui viviamo per capire perché viviamo male.
Siamo noi la prima causa del nostro malessere.
Palermo è caotica, c’è molto di più caos di quello che le sue strade potrebbe sopportare. La città è satura di auto, persone e rumori.
Palermo è sporca, la genete non fa la raccolta differenziata (anche se poi non vuole gli inceneritori), butta a terra qualsiasi cosa e non getta la spazzatura neanche negli orari stabiliti.
Palermo è disorganizzata, ogni minimo tentativo di cambiamento viene soffocato dalla disorganizzazione. Niente piste ciclabili, mezzi pubblici non funzionanti, servizio di pulizia inefficiente.
Palermo è una metropoli. Molte metropoli vivono gli stessi problemi della mia città, alcune in modo migliori altre in modo peggiore, questo non vuole essere però una giustificazione, ma un ulteriore punto di riflessione.
Le metropoli non sono delle città, ma centri urbani che comprendono delle città al loro interno. Zisa, Albergheria, Capo e altre su wikipedia le troviamo come citate come borgate dato che queste zone sono autosufficienti. Effettivamente potrei anche vivere senza avere la necessità di uscire dalla mia borgata, c’è quasi tutto quello che mi serve.
Le metropoli cominciano ad essere costruite in Italia intorno agli anni ’60, anni della speculazione edilizia che porta alla nascita dei primi movimenti ambientalisti-ecologisti e che possiamo ricordare con

Il ragazzo della via Gluck
Questa e’ la storia
di uno di noi
anche lui nato per caso in via Gluck
in una casa fuori città
gente tranquilla che lavorava.
Là dove c’era l’erba ora c’e
una città
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà

questo ragazzo della via Gluck
si divertiva a giocare con me
ma un giorno disse: “vado in città”
e lo diceva mentre piangeva
io gli domando: “amico non sei contento?
vai finalmente a stare in città
là troverai le cose che non hai avuto qui.
Potrai lavarti in casa senza andar
giù nel cortile”.
“Mio caro amico” disse “qui sono nato
e in questa strada ora lascio il mio cuore
ma come fai a non capire
che e’ una fortuna per voi che restate
a piedi nudi a giocare nei prati
mentre là in centro io respiro il cemento

ma verrà un giorno che ritornerò
ancora qui
e sentirò l’amico treno che
fischia così…. ua ua”.
passano gli anni ma otto son lunghi
però quel ragazzo ne ha fatta di strada
ma non si scorda la sua prima casa
ora coi soldi lui può comperarla
torna e non trova gli amici che aveva
solo case su case catrame e cemento

là dove c’era l’erba ora c’e
una città
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà
non so no so perché continuano
a costruire le case
e non lasciano l’erba, non lasciano l’erba

non lasciano l’erba
e non se andiamo avanti così
chissà come si farà
chissà chissà come si farà.
Adriano Celentano

Ed era 1966 e ancora le auto erano poche, ma si sarebbe mai immaginato che oltre lo squallido cemento ci sarebbe stato anche il pesantissimo smog? CO2, PM10 e tante altre sigle strane ogni giorno vengono rivelate dalle centraline poste in varie zone della città, e se mi permettessi a scrivere che queste polveri e questi gas li riveliamo anche noi con i nostri polmoni potrei essere tacciato di catastrofismo.

Concorso Fotografico Scatto Sostenibile

settembre 29, 2007 3 commenti

ORSA, Assessorato Ambiente e Territorio del Comune di Palermo e Coordinamento Palermo Ciclabile – FIAB, con il contributo della Cicli Lombardo S.p.A., bandiscono, nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità (European Mobility Week) un concorso fotografico sul tema Scatto Sostenibile “Città ciclabili: scenari utopici o realtà”.

Le fotografie dovranno rappresentare l’utilizzo della bicicletta come mezzo per spostarsi in modo consapevole nelle aree urbane, privilegiando non tanto la componente “sportiva” quanto un uso tranquillo, in sintonia e nel rispetto dell’ambiente locale.
Le foto ammesse al concorso dovranno essere scattate dentro le città per enfatizzare l’uso quotidiano di questo mezzo e la sua integrazione con l’architettura urbana.

La bicicletta è un mezzo di trasporto sostenibile: ecologico, economico e che permette tempi più umani per gli spostamenti.
La bicicletta non come mezzo ludico-sportivo, ma come stile di vita, come mezzo di rivolta al caos metropolitano.
Palermo metropoli del sud, in cui grava il traffico e lo smog.
Palermo città mediterranea, molto soleggiante e in pianura, perfetta per muoversi in bicicletta.

Al concorso possono partecipare tutti, singolarmente o in gruppo, senza limiti di età.
La partecipazione è gratuita.

Bando di concorso
Domanda di partecipazione